venerdì 12 giugno 2009

Occhio alle scarpe!

Anche la scorsa estate, come tutti gli anni, è arrivato il giorno delle tanto agognate ferie. Per me le ferie non sono solo sinonimo di viaggi, feste e mare, ma sono maggiormente relax.
La prima mattina di libertà me la godo tutta: mi alzo quando ne ho voglia, mi lavo, faccio colazione senza fretta, mi vesto con abiti comodi e inizio a girare per casa senza una meta e a godermi il dolce far niente.
E’ mia abitudine di sempre quella di avere, oltre ai tanti vestiti normali, una riserva di abbigliamento espressamente “da casa”, ovvero quei capi vecchi, macchiati irrimediabilmente, o eccessivamente passati di moda che, hanno fatto il loro tempo ma, per questione di ricordi legati ad essi o comodità non riesco a buttare.
Naturalmente, la stessa cosa vale per le scarpe da ginnastica, che una volta sfruttate fino all’osso, indosso per stare comoda in casa, gironzolare in giardino o giocare alla lotta Greco Romana con il mio cane. In pratica, agli occhi di chi non sa, devo avere un aspetto alquanto bizzarro!.

A metà mattinata una mia amica mi telefona e mi chiede disperatamente se posso accompagnarla ad una visita specialistica fissata per il primo pomeriggio. Non è che i medici mi facciano impazzire, ma farla andare da sola mi sembra crudele, allora accetto. Alle 14.30 mi passerà a prendere.
Il resto della mattinata prosegue senza stress. Faccio una passeggiata, ascolto musica, mi piazzo davanti al pc per vedere cosa c’è di nuovo nella rete e quando è ora mi metto a tavola.
Ma sono tanto assorta in questo clima di rilassamento che quando guardo l’orologio per poco non mi viene un infarto, sono le 14.05!!!
Mi alzo di scatto dalla sedia e faccio mente locale sul da farsi. Ho bisogno di una doccia. Corro in camera mi tolgo le scarpe, mi spoglio e lascio tutti lì per terra. Non ho tempo per dedicarmi alle faccende domestiche, il cestone della biancheria sporca dovrà aspettare. Mi butto sotto la doccia senza neanche aspettare l’acqua calda, tanto siamo in estate, non è grave. ERRORE!! L’acqua è freddissima e io ho mangiato da poco. Di botto penso che se mi venisse una congestione rimarrei lì svenuta e nuda come un verme. Immagino la scena dei miei soccorritori che… ma non c’è tempo di perdersi in scenette immaginate. Intanto la temperatura dell’acqua si è aggiustata. Mi insapono velocemente, mi risciacquo ancora più in fretta ed esco dalla doccia.
Fermo i capelli ancora bagnati con un mollettone sulla testa. Con i capelli bagnati d’estate si può uscire. Sta volta ho pensato giusto, meno male.
Già che sono in piedi prendo maglietta e jeans dall’armadio e li scaravento sul letto, afferro le scarpe da ginnastica dalla scarpiera e le butto sul pavimento di fianco al letto nella mischia dei vestiti tolti prima.
Un po’ di deodorante, reggiseno e mutandine, metto la maglietta, litigo con i jeans che appena lavati non ne voglio sapere di scorrere senza fatica, infilo una scarpa, poi l’altra e sento i due colpi di clacson che sono il messaggio in codice di Marta per avvertirmi che è arrivata. Metto l’orologio e sbircio l’ora, 14.30 spaccate. Cavolo! Sono stata una vera saetta. Sciolgo i capelli e corro in macchina.


In mezz’ora siamo nello studio, entriamo e mi accomodo su una poltroncina mente la mia amica scambia due parole con la segretaria. Nella sala d’aspetto ci sono 5 o 6 persone e già penso che il pomeriggio sarà molto lungo. In più fa caldo.
Invece sono fortunata anzi, la mia amica è fortunata. Quella è la sala d’aspetto di 2 specialisti, e il destino benevolo vuole che gli altri pazienti siano in coda per l’altro medico. La segretaria alza il telefono, mormora qualcosa alla cornetta e invita la mia amica ad entrare nella stanza del dottore. Ottimo!! Massimo una mezz’oretta e saremo fuori di li a gustarci un mega gelato con le cialde.
Per ammazzare il tempo prendo una rivista dal tavolinetto al centro della sala e mi concentro sul gossip del mese di Marzo. Marzo? E’ un po’ vecchiotta la rivista, ma poco importa.
Mente sfoglio assorta in quel concentrato di pettegolezzi stavecchi, ho una strana sensazione. Mi sento osservata. Alzo un attimo lo sguardo dal periodico e scruto le persone intorno a me. Ogni tanto lanciano qualche occhiata nella mia direzione e poi parlottano tra loro.
Saranno sicuramente i capelli. Non li ho asciugati e chissà come sono ridotti. Vabbè, pazienza! Una mica può mettersi sempre in ghingheri. E poi se sapessero in quanto tempo mi sono lavata e vestita sicuramente mi farebbero una standin ovation.
Comunque quegli sguardi mi stanno infastidendo. E’ gia più di un quarto d’ora che sopporto. Mi alzo, risistemo la rivista sul tavolinetto, mi risiedo e accavallo le gambe con aria scocciata.
Oh mio Dio!! Non credo a quello che vedo. Il mio piede destro calza la scarpa “da casa”!!! Scavallo le gambe e le riaccavallo al contrario. Santa pazienza!! Il piede sinistro calza quella giusta!!! No, non può essere vero, non posso aver fatto una cosa del genere. Adesso capisco i loro sguardi, altro che i capelli..
Di botto mi faccio rossa come un peperone, mi alzo impacciata, vado dalla segretaria e le chiedo se gentilmente potrebbe dire alla mia amica che la aspetto fuori e a passi svelti mi tolgo dall’imbarazzo.
Aspetto Marta al parcheggio infilata tra le macchine in modo da non dare più spettacolo. Dopo poco lei esce, le spiego l’accaduto e le mostro lo show dei miei piedi.
Per lei guidare e ridere fino alle lacrime non è stata una passeggiata e io avrei voluto un biglietto sola andata per Marte.
Mi ha riportata a casa e ho risolto l’impiccio. I capelli erano davvero un disastro, ma il gelato almeno l’ho mangiato con le scarpe giuste!

1 commento:

  1. Sai che questo è successo anche ad una mia amica di scuola, si è presentata con una scarpa blu e una marrone, di foggia diversa, allora eravamo giovani e per tutte le cinque ore di lezione è stata il nostro zimbello!
    Immagino cosa puoi aver provato tu!
    "Non succederà più" recitava una vecchia canzone!!

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