sabato 11 luglio 2009

" Bello! Se sei stanco di farti la coda il giorno dopo allora tagliati quei cazzo di capelli!!"

(Frase urlata a mio fratello dopo che l'ho pescato ad usare il MIO shampo della Sunsilk- sciolti e fluenti, quello che cita appunto la frase "Stufa di farti la coda il secondo giorno?")

Piccola premessa: mio fratello ha i capelli corti e io ero in piena sindrome premestruale.

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giovedì 9 luglio 2009

SSStrapp…

SSStrapp… Aaaiih!! Che dolore!
In certi punti di più, in altri… pure.

Ogni donna che si rispetti, ma anche quelle poco rispettabili per quanto ne so, hanno a che fare prima o poi con l’asportazione forzata della peluria eccessiva, ed antiestetica, ovvero la depilazione.
Le possibilità sono infinite: creme depilatorie, rasoi, fiamma ossidrica, raggi gamma o la temibile ceretta. Quest’ultima ha dalla sua due importanti vantaggi ovvero, il costo contenuto e la durata del risultato (soprattutto se fatto con la luna buona), ma un grande, enorme e disumano svantaggio: il dolore!

Dall’alto in basso dell’intero corpo umano ci sono innumerevoli zone che vanno bonificate periodicamente dalla piaga del pelo, estate o inverno che sia, che tu abbia un uomo oppure no. Zone che al solo pensiero Dario Argento rabbrividirebbe.
Si parte dalle tempie, una persona che conosco, scura di capelli, fa la ceretta anche lì per eliminare una strana peluria che le unirebbe gli angoli esterni delle sopracciglia all’attaccatura dei capelli. Poi ovviamente le sopracciglia, che con la ceretta sopra e sotto l’arcata vanno a formarsi e definirsi, mentre se fatta sopra il naso si elimina l’effetto “maxi ciglione unico” alla Uan di BimBumBam o Zio Marrabbio di Licia.
Un po’ più in basso ci sono i “baffetti”, chiamati così in tono vezzeggiativo, non ho ben chiaro da chi, ma che di “etti” a volte hanno ben poco. A concludere il tutto, a mo’ di morbida cornice al viso ci può essere una folta peluria sotto il mento, impercettibile alla luce del bagno, ma chiaramente visibile in qualunque altro luogo, specialmente se affollato.
Se scendiamo un po’ troviamo le ascelle, altra zona colpita, dove i peli sono tanto brutti a vedersi quanto dolorosi a togliersi.
Poi la pancia e il fondo schiena, due zone che solo se vieni messa alle strette decidi di correggere, altrimenti eviti candidamente.
Ora il meglio. Da questa zona del corpo in giù non c’è scampo per nessuna.
Sì, perché, che siano presenti peli, in tutte queste zone che ho citato, contemporaneamente su una stessa persona è molto raro (e crudele, aggiungo), e a parte la Signora Bigfoot e la cugina Hit della famiglia Addams, non conosco nessuno che abbia questa fortuna sfacciata, ma le parti del corpo infestate che sono rimaste da citare sono presenti in tutte. Tutte!
Cosce e polpacci sono una pratica comune, e vuoi o non vuoi col tempo ci si abitua al dolore (tranne alla piega delle ginocchia, l’interno per intenderci… lì fa un male cane sempre e comunque), ma c’è una zona, una sola, che racchiude in se tutto l’orrore in ogni semplice strappo, l’inguine!
Più passano gli anni poi e più la moda ti dice che devi togliere, strappare ed estirpare. Da un po’ di anni c’è addirittura la “Brasiliana”, dove in pratica si toglie tutto, pure l’anima, sopra e sotto anche negli spazzi “interdentali” come li chiamo io, lasciando solo una riga. Una sorta di basetta centrale solitaria. In alternativa niente basetta, ma un pizzetto caprino. Oppure… il nulla assoluto.
L’estetista una volta mi detto:”Vuoi mettere la sensazione di pulizia che hai dopo?” Sì, ma vuoi metterci anche il dolore del prima per favore?? Ah già, che sciocca, dimenticavo, l’estetista non lo SENTE il DOLORE!!

Comunque mi convince e mi decido anche io a dare una ripulita.
Non appena spalma la cera ho un brusco ripensamento, ma ormai è troppo tardi, lei è lì indaffarata che chiacchiera amorevolmente con me e io non sento nemmeno una parola. Cerco di rilassarmi e guardo il soffitto, in fondo il lettino e comodo, magari se mi rilasso il dolore sarà minimo. E’ risaputo che se si hanno i nervi a fior di pelle si è più sensibili, giusto?
SSStrapp! Sbagliato!!
Oh santo cielo che male! Ma perché non ho fatto con la lametta? Dopo qualche giorno sei di punto a capo ma, chi se ne frega.
Lei non ha alcuna pietà e non fa passare neanche 30 secondi tra uno strappo e l’altro. Sono senza fiato. In pratica è un dolore continuo senza interruzioni.
Finito il lavoro frontale inizia a mettermi in posizioni azzardate e imbarazzanti. Il processo spalma e strappa continua. Ho la testa nel pallone e lei continua a chiacchierare. Ogni tanto provo a rispondere ma la mia voce negli attimi fatali si strozza e non riesco quasi mai a concludere la frase. Lei fa un soliloquio e io invece rantolo.
Sono sudata come un maiale sudato (che bell’immagine eh?)
Chissà se la depilazione inguinale è stata adottata da qualche popolo come tortura. Io credo di sì, e credo che abbia avuto anche parecchio successo, insomma, io almeno avrei cantato. Avrei rivelato al primo strappo anche dove tengo la mia scorta segreta di caramelle nascoste in camera.
Poi il Kamasutra masochista si conclude a pancia in giù, dove raggiunge i confini dell’umana comprensione. E del dolore. Quello che è accaduto dopo è facilmente immaginabile e difficilmente dimenticabile.
Ok, ok, va bene, le caramelle sono in fondo all’armadio in una scatola verde e fucsia! Prendile anche tutte se vuoi, ma lasciami andare, ti prego!
Gli strappi continuano, il tentativo di corruzione è miseramente fallito e io vedo i fuochi d’artificio.
Mi ripeto in continuazione la frase che Brandon Lee dice a Sarah nei panni del Corvo: “Non può piovere per sempre” e questo mi rincuora. In fin dei conti questo supplizio estetico dovrà pure finire prima o poi! Di peli me ne sono rimasti solo sulla lingua ormai.
Infatti ancora pochi minuti ad è tutto finito, mi ricompongo e vado a pagare. Pagare? No, dico, devo pure pagare? Dovrei essere io a chiedere un risarcimento, ed invece tutto questo ha un prezzo?
Strano, ma è così.
Qualche giorno dopo, sfoggio con orgoglio il mio bell’inguine brasiliano al mare, che vista la mia carnagione lattea, di brasiliano ha solo l’assenza di peli.
D’istinto, vista la brutta esperienza passata, a tutte le donne che mi passano davanti scruto quella zona. Penseranno che sono una pervertita, ma mi viene automatico ed è anche consolatorio sapere che non sono l’unica nell’intero universo ad aver sopportato tanto dolore, sangue e lacrime. E se penso che tra un mese lì sarà tutto folto come prima mi viene il magone e la voglia di scattarmi qualche foto ricordo, ma rinsavisco e abbandono l’idea.
Anche quest’anno, come da anni ormai va di moda la Brasiliana, e anche quest’anno io l’ho accettata ma, siccome continuo a pensare che pagare per essere maltrattate è troppo anche per me ho deciso di fare la ceretta da sola, ma questa è un’altra storia.

Comunque non mi preoccupo più di tanto. Le mode passano, i gusti cambiano, e io aspetto con ansia che arrivi l’anno in cui andrà di moda l’inguine alla “Messicana”, ovvero due lunghi baffoni cadenti oppure alla “Jamaicana” stile Rasta, per avere un’aria scompigliata tutta naturale.

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